giovedì 3 dicembre 2009

L'eccellenza negli individui e nelle organizzazioni: un mese dopo...

È passato poco più di un mese dal fast meeting sull’eccellenza, che ho tenuto insieme a Jan. Ho voglia di fare una sintesi di quello che ho imparato da questa esperienza. Sì, perché per me progettare e tenere un fast meeting è in primo luogo un’occasione per imparare qualcosa di nuovo sulla mia professione.

Tutta la presentazione girava intorno a un concetto per me in parte nuovo e che considero un’interessantissima pista di esplorazione: che c’è “eccellenza” in tutti. Abbiamo usato la parola eccellenza con un’accezione diversa rispetto a quella che normalmente viene in mente: eccellenza non è “essere il migliore di tutti”, oppure “non fare mai errori”, oppure “non avere problemi o difficoltà da superare”. Non è una caratteristica da super-uomini o super-donne o super-aziende.

Abbiamo sostenuto che ogni individuo, ogni organizzazione ha una sua propria strategia di eccellenza, cioè una modalità per “fare cose ordinarie straordinariamente bene”. Che questa strategia è individuale e irripetibile, perché è connessa con l’identità che rende ogni sistema diverso e unico. Che questa strategia si concentra su ciò che c’è, sull’esistente, per utilizzare tutto ciò che è disponibile all’interno e all’esterno del sistema, e mette in secondo piano ciò che manca (i “difetti”). Che è allo stesso tempo responsabile dei successi e dei fallimenti, e che dunque un modo illuminante per conoscerla è capire le caratteristiche che ritornano nei propri successi e fallimenti (in che cosa si assomigliano, insomma).
Abbiamo infine sostenuto che la strategia di eccellenza è una caratteristica dei sistemi, e quindi appartiene sia agli individui, sia alle organizzazioni.

Ma perché abbiamo sostenuto tutto questo?
Perché stiamo sperimentando che la scoperta della propria strategia di eccellenza, all’interno di un percorso di coaching, consente alle persone di ampliare la gamma delle proprie possibilità e di individuare linee di sviluppo in linea con la propria identità e quindi allo stesso tempo più soddisfacenti ed efficaci. E che la scoperta della strategia di eccellenza di un’organizzazione, all’interno di un processo di performance improvement, consente all’azienda di fare scelte più “ecologiche”, che portano al cambiamento desiderato in maniera più naturale ed efficiente.
Provare per credere!

Emanuele Schmidt

Per vedere la registrazione dell'incontro: 1° parte clicca qui, 2° parte clicca qui.

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