Utilizzando una metafora inusuale, l’Autore ci propone una riflessione sulla difficoltà che oggi si incontra nel definire i talenti ed i cosiddetti alti potenziali, e sull’importanza crescente dei follower visti come necessari per il funzionamento delle organizzazioni e per consentire ai leader di realizzare i loro progetti. Ma follower non come figure secondarie e psicologicamente suddite dei leader, ma come persone consapevoli e flessibili che giocano un ruolo attivo e fondamentale in un contesto economico e sociale ormai sempre più “liquido”.
Clicca qui per leggere l'intero articolo.
[Tratto da FOR, n.80]












